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Verso la…Repubblica (?) del Premier

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Verso la…Repubblica (?) del Premier

Verso la… Repubblica (?) del Premier

Commento articolo per articolo alla riforma costituzionale
  • Il 4 dicembre, data in cui si decideranno i destini della nostra democrazia, una gran parte dei cittadini si recherà alle urne impreparata e, una volta entrata in cabina, potrà solo farsi condizionare dalle preconfezionate, melliflue, rassicuranti e convincenti parole del quesito referendario (v. pag. 22).

    In realtà il cittadino si troverà dinnanzi a una trappola che maschera il vero contenuto della riforma e il cui prezzo, in termini di libertà e democrazia, sarà molto alto.

    E allora che fare?

    Lasciarsi andare ad una scelta emozionale cui ci induce la martellante campagna elettorale?

    Oppure obbedire alle direttive del proprio partito?

    L’elettore, ricordiamoci, ha una sua testa e una sua capacità di prendere le decisioni giuste e, pertanto, necessita solo di informarsi e valutare preventivamente il contenuto dei 47 articoli modificati. In particolare, dovrà tenere conto e valutare prima di tutto quanto la riforma incida sui principi che sorreggono la nostra democrazia (sovranità popolare, libertà, eguaglianza, tripartizione dei poterietc.).

    La soluzione, più semplice di quanto si pensi, è suggerita nelle successive quattro pagine di questo volumetto (Avviso ai lettori) che delinea il quadro complessivo dei valori costituzionali compromessi dalla riforma e delle pericolose «verità-non verità» raccontateci con il quesito referendario.

    A questo punto la scelta sarà ovvia!

    Questo testo è strutturato in maniera modulare per cui l’approfondimento delle singole tematiche non obbliga alla lettura completa dell’opera.

    Nella Prima parte, redatta in stile scorrevole e con taglio giornalistico, si offre una panoramica generale dei temi affrontati nella «querelle» in atto.

    Nella Seconda parte, invece, sono illustrate in forma di commento, articolo per articolo, le necessarie considerazioni su portata,tono e termini in cui la riforma verrà attuata se vince il sì.

    Leggendo in dettaglio il complesso provvedimento renziano (in cui legge elettorale e legge costituzionale si intersecano tanto da costituire un tutt’uno) ci si rende conto subito che lo stesso ha due marce.

    La prima porta alla cancellazione del Parlamento inteso come istituzione democraticamente eletta dal popolo, nonché allo sbilanciamento dei poteri in favore del leader, il quale sarà messo in condizione di governare grazie a un premio illegittimo di maggioranza.

    La seconda contiene promesse dal valore propagandistico che assicurano immaginifici traguardi democratici: nuove forme di referendum; ampliamento degli istituti di democrazia diretta (iniziativa legislativa popolare); garanzia di tutela delle minoranze;statuto delle opposizioni etc.

    Il riformatore costituente, però, con grande scaltrezza ha omesso di determinare contenuti, forme, tempi, principi direttivi di tali «promesse» che non si sa quando e come verranno realizzate.

    Alla luce di quanto detto, non può non parlarsi di «Costituzione tradita» e di una vera e propria aggressione alla democrazia che obbliga tutti i cittadini a difendere la nostra Carta e i principi che hanno ispirato i grandi padri costituenti.

    Oggi, dunque, siamo tutti chiamati a vestire i panni di patrioti della Costituzione, dichiarandoci «partigiani» dei valori democratici che essa esprime, in primis l’intangibilità della sovranità del popolo, ossia il principio fondamentale di qualsiasi ordinamento che voglia definirsi democratico

  • Aut. Fabrizio del Giudice

  • Ed. Simone 2016

  • ISBN: 9788891411846

  • €. 7,00

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